lunedì, 16 dicembre 2019

Anno A - San Matteo Evangelista

Il 1° Dicembre 2019 avrà inizio il nuovo anno liturgico 2019-2020

Anno A secondo S. Matteo

Durante l'Anno liturgico A saremo accompagnati dal vangelo di Matteo, che è senz’altro il vangelo più popolare, più letto e commentato.
Ogni vangelo ha una sua prospettiva, segue un suo progetto, disegna un suo ritratto della figura di Gesù. Il Vangelo di Matteo è particolarmente diretto a destinatari di origine ebraica convertiti al cristianesimo ed è probabilmente a questo che si deve la ricchezza di riferimenti al Pentateuco e ai libri profetici dell'Antico Testamento.
Al centro del Vangelo di Matteo c'è il "compimento del regno" e, seguendo questo filo rosso, si possono raccogliere gli insegnamenti di Gesù in cinque grandi discorsi: il discorso della montagna con riferimento alla legge del Sinai che Cristo "compie"; il discorso missionario nel quale il regno è annunziato, accolto e rifiutato; il discorso in parabole nel quale il regno è descritto nella sua crescita lenta, ma inarrestabile; il discorso sulla Chiesa che diventa il segno del regno; il discorso escatologico sul compimento del regno e sulla salvezza.

 

Chi è San Matteo?

Nato negli ultimi anni del I secolo avanti Cristo a Cafarnao, in Galilea, San Matteo, chiamato anche Levi, in quanto pubblicano appartiene alla categoria degli esattori delle tasse, una tra le più odiate da parte del popolo ebraico.

I pubblicani, inoltre, sono indicati come peccatori, poiché venerano l’imperatore: al popolo ebraico, infatti, i sacerdoti impediscono di toccare le monete romane che recano l’effigie dell’imperatore, per non violare il primo comandamento. L’incontro tra Matteo e Gesù viene raccontato da Marco: il maestro passa di fianco a Levi, vicino al suo banco all’aperto, poco dopo essersi reso protagonista della guarigione di un paralitico, e gli ordina di seguirlo: Matteo, semplicemente, si alza e lo segue, lasciando tutto, prima di tenere un banchetto al quale invita Gesù e numerosi pubblicani, oltre ad altri peccatori pubblici. Abbandonati tributi, tasse, monete e finanze, egli viene scelto da Gesù per far parte dei dodici apostoli (e infatti appare in quanto tale nelle liste tramandate dai tre vangeli sinottici).

Della vita di San Matteo si conosce molto poco: la fonte principale è rappresentata dal suo Vangelo, scritto non in greco ma in ebraico, o lingua paterna (cioè l’aramaico che a quei tempi si parlava in Palestina), come se egli avesse voluto parlare prima di tutto ai cristiani di origine ebraica, presentando loro gli insegnamenti di Gesù. Nella sua opera, Matteo collega continuamente richiami all’Antico Testamento con parole, fatti e gesti di Gesù, in maniera tale da evidenziare la provenienza di Cristo e lo scopo per cui è sceso in terra.

E’ Matteo stesso a riportare, nel suo Vangelo scritto dopo la Pentecoste, le parole di Gesù: “Se fai elemosina, la tua sinistra non deve sapere ciò che fa la destra: l’elemosina deve restare segreta”.

Il suo Vangelo, che si propone soprattutto di identificare Gesù nel Messia destinato a portare a compimento le promesse dell’Antico Testamento, è destinato agli Ebrei, per sopperire alla sua mancanza verso le altre genti.

Citato negli Atti degli apostoli insieme con gli altri Apostoli immediatamente dopo l’Ascensione di Gesù al Cielo, è presente anche nel momento in cui viene eletto Mattia al posto del traditore Giuda Iscariota. Non solo: si ha testimonianza della sua presenza anche quando, il giorno della Pentecoste, Pietro rivolgendosi alla folla dichiara che Gesù è Signore e Cristo.

San Matteo, dopo aver predicato in Palestina, muore in Etiopia il 24 gennaio del 70