domenica, 17 dicembre 2017

caritas parr le

STATUTO DELLA CARITAS PARROCCHIALE DI S. PIETRO IN GU

 
Articolo 1 Natura
La Caritas è l'organismo pastorale costituito al fine di promuovere la prossimità evangelica nella comunità ecclesiale parrocchiale, in forme consone ai tempi e ai bisogni, in vista dello sviluppo integrale dell'uomo, della giustizia sociale e della pace, con particolare attenzione agli ultimi e con prevalente funzione pedagogica.

Articolo 2 Criteri ecclesiali per la costituzione della Caritas parrocchiale e per la perseveranza di identità nel mandato

La Presidenza è sempre del parroco.
I coordinatori responsabili, devono aver frequentato o frequenteranno il corso formativo diocesano al fine dell’idoneità al mandato ministeriale conferito dal Consiglio Pastorale Parrocchiale.
La costituzione della Caritas deve vedere il coinvolgimento reale del C. P. P. con successivo discernimento periodico (almeno biennale) da parte dello stesso Consiglio Pastorale.
Deve esserci un costante ed effettivo coordinamento qualitativo con il vicariato (e l’eventuale unità pastorale) e con la Caritas Diocesana. Ciò significa, anche, partecipare agli incontri proposti dalla Caritas Diocesana, compresi quelli di formazione.
I servizi caritativi avviati o prestati come e con il nome Caritas parrocchiale dovranno sempre essere determinati e guidati da un preciso progetto che li veda capaci di assumere la fisionomia di “servizi-segno”, della e per la comunità cristiana tutta.

Articolo 3 Comunione dei carismi caritativi

Sono parte della Caritas parrocchiale tutte le Realtà ecclesiali che esercitano un servizio caritativo nella comunità. Rimangono distinte nel carisma identitario e autonome, pur aderendo alla Caritas parrocchiale quale coordinamento comunionale

Articolo 4 Finalità

La Caritas parrocchiale è costituita per:
· sensibilizzare la comunità parrocchiale alla testimonianza della carità nella prossimità evangelica e all’impegno per la giustizia e la pace, in fedeltà al Vangelo e in risposta ai problemi del territorio e del mondo;
· conoscere le forme di povertà e di bisogno presenti sul territorio , le cause e le circostanze che le originano, e favorire la presa di coscienza della comunità parrocchiale;
· svolgere opera di informazione e sensibilizzazione intorno ai problemi e alle povertà del mondo, sostenendo concreti progetti di sviluppo;
· studiare e proporre forme di coinvolgimento e risposta di fronte ai bisogni e alle povertà del territorio, e svolgere un contemporaneo compito di informazione e chiamata in causa delle istituzioni civili;
· promuovere e favorire l’impegno di volontariato e assicurare ai volontari adeguata formazione spirituale e operativa;
· favorire la diffusione di stili di vita improntati all’accoglienza, all’ospitalità, al dono di sé, alla prossimità nel servizio;
· collegare e coordinare gruppi, associazioni e iniziative ecclesiali di prossimità e servizio perché siano percepite come espressione dell’unica comunità;
· collaborare, nel rispetto della propria e altrui identità, con altre iniziative e proposte di promozione umana.

Articolo 5 Criteri per la realizzazione dei Servizi-segno caritas

Promuovere e realizzare un “servizio-segno caritas” significa:
· adeguata lettura del/dei bisogno/i;
· individuazione dei percorsi di prossimità attraverso cui si intende coinvolgere ed educare anche l’intera comunità cristiana;
· individuazione delle sinergie con il territorio (non si può e non ci si deve sostituire) ossia con i servizi socio-sanitari, con quelli sociali in genere, con gruppi e/o associazioni;
· precisare se e quale coinvolgimento si prevede di gruppi/associazioni caritativi ecclesialipresenti nella parrocchia;
· precisare identità e modalità del mandato pastorale;
· individuare i criteri, i soggetti e i tempi di verifica ( periodica, almeno biennale);
· indicare la durata del servizio-segno (triennale ,massimo quinquennale).Rinnovabile con esplicito mandato, solo dopo serio discernimento del Consiglio Pastorale, sentita la CaritasDiocesana.
· è opportuno che la bozza del progetto venga sottoposta o risottoposta per la valutazione anche alla Caritas Diocesana;
· è auspicabile che i servizi-segno Caritas cerchino almeno l’apporto se non la titolarità dell’Associazione Diakonia Onlus, nata appositamente in diocesi per la gestione e/o la titolarità dei servizi-segno delle Caritas parrocchiale/vicariale/diocesana (per motivi legali amministrativi e pastorali).

Articolo 6 Organizzazione

La Caritas parrocchiale si compone di un gruppo di animatori pastorali caritas che cerca di animare, coordinare e promuovere la prossimità evangelica e in particolare a chi è nel bisogno, con funzione prevalentemente educativa e di sensibilizzazione.
In tal senso può promuovere uno o più servizi-segno, i coordinatori dei quali costituiranno il Coordinamento parrocchiale Caritas.
La Caritas parrocchiale agisce all’interno del Consiglio Pastorale, di cui fa parte almeno uno dei suoi componenti ovvero il coordinatore responsabile.
La Caritas parrocchiale si riunisce con frequenza almeno mensile e resta in comunione con la Caritas diocesana.
I servizi di prossimità Caritas sono realizzati attraverso l’adesione volontaria e gratuita delle persone, parte della Comunità cristiana e/o civile, che intendono impegnarsi fattivamente a favore dei poveri e degli ultimi, sostenute nell’agire dai valori evangelici di prossimità.

Articolo 7 Fondo di solidarietà

La Caritas parrocchiale può gestire un fondo di solidarietà , destinato ai bisogni urgenti del territorio. Tale fondo, che fa parte integrante del bilancio della parrocchia, è alimentato mediante forme di coinvolgimento comunitario, in accordo con il Consiglio pastorale parrocchiale e con il Consiglio parrocchiale per gli affari economici.
La parrocchia , analogamente alle esigenze della catechesi e delle altre attività pastorali, mette a
disposizione della Caritas parrocchiale gli ambienti e gli strumenti necessari.
 

ATTUALI REFERENTI

Presidente CARITAS Parrocchiale: don Giuseppe Secondin

Coord. Vicariali CARITAS: Monica Sutti e Mariano Lucatello