domenica, 17 dicembre 2017

L'ARCHIVIO PARROCCHIALE, LA NOSTRA MEMORIA

 

archivio

Gli archivi delle parrocchie della Diocesi di Vicenza sono uno scrigno prezioso di documenti che trasmettono alle comunità secoli di storia.

Grazie all’importante opera di mons. Antonio Marangoni, responsabile di tutti gli archivi diocesani, è stato fatto un censimento dei documenti, seguito da un riordino e dall'applicazione di protocolli di tutela di queste preziose testimonianze storiche, grazie al competente supporto dell'Associazione per il Recupero e la Salvaguardia degli Archivi Storici di Arcugnano.

Qualche anno fa, infatti, sono stati organizzati alcuni corsi di formazione per i volontari responsabili degli archivi, in modo tale da fornire indicazioni comuni per la conservazione e la consultazione dei documenti e soprattutto per trasmettere l'importanza di questo servizio.

Troppo spesso negli anni passati le testimonianze archivistiche sono state affidate a persone poco avvedute le quali facevano consultare liberamente i documenti a chi li richiedeva, ma senza alcun tipo di sorveglianza, causa, questa, di sparizioni e furti.

A tutto ciò si è aggiunta la superficialità di alcuni parroci, talvolta inconsapevoli del valore del patrimonio archivistico, i quali hanno finito per disperdere, se non addirittura bruciare, importanti carte antiche.

L'archivio parrocchiale è di estrema importanza per la storia e la memoria della nostra comunità, sia dal punto di vista civile che religioso. Per rendersi conto di ciò, vorrei riportare qualche esempio di registri ancora ben conservati: registri civili dei nati dal 1816 al 1871; registri civili dei matrimoni dal 1815 al 1871; registri civili dei morti dal 1820 al 1871. Dopo il 1871 le registrazioni dei nati, dei matrimoni e dei morti sono diventate di competenza dei Comuni.

Più antichi sono i registri parrocchiali: i libri dei battezzati, dei matrimoni e dei morti risalgono al 1569, mentre i libri dei cresimati al 1616 (alcuni di questi sono depositati presso l'Archivio Diocesano).

L'archivio conserva poi tutta una serie di documenti relativi alla vita della comunità; incartamenti vari di cronistoria, dello stato delle anime (a partire dal 1776), avvisi parrocchiali, inventari dei beni mobili ed immobili redatti in occasione delle visite pastorali dei vescovi.

E poi, ancora, la corrispondenza della fabbriceria, e cioè documenti relativi alla costruzione, all'ampliamento e al restauro della chiesa arcipretale e della chiesetta di San Michele in Armedola.

Particolarmente preziosa è una mappa del nostro paese risalente al 1830, detta canapina perché incollata su una leggera stoffa di canapa.

archivio epoca

È sempre emozionante girare le pagine dei documenti e dei registri più antichi e soprattutto leggere le diverse calligrafie dei parroci, spesso non curanti della bella scrittura, poco aiutata dal segno grossolano della penna d'oca intinta nell'inchiostro.

Credo sia interessante leggere lo stato delle anime, una sorta di censimento che i parroci facevano girando strada per strada ed entrando in tutte le case.

Qui troviamo cognomi scomparsi, i nomi antichi delle vie e lunghi elenchi di nomi di famiglie numerose che vivevano nella stessa casa.

L'archivio parrocchiale è aperto a tutti: spesso studiosi e ricercatori mi chiedono di consultare i documenti per le loro ricerche storiche, ma anche semplici cittadini consultano i registri dei nati e dei morti per ricostruire il proprio albero genealogico.

In questi anni arrivano di frequente richieste di certificati di battesimo da parte di cittadini stranieri (soprattutto dell'America del Sud) per poter ottenere la doppia cittadinanza. Le ricerche richiedono un paziente lavoro di lettura che, talvolta, dura ore e ore e anche più giorni.

L'archivio è dunque un bene di tutti che va tutelato e conservato per essere trasmesso alle future generazioni.

 

 

A cura di

Giovanni Pilotto