domenica, 07 giugno 2026

Mons. Castegnaro "Ai miei Parrocchiani"

mons.Castegnaro

MONS. BORTOLO CASTEGNARO

Nato a Montebello Vic. il 7 luglio 1873, entrò nel seminario diocesano in quarta ginnasiale, vi frequentò il liceo classico e la teologia e fu ordinato sacerdote il 25 luglio 1896. Inviato come vicario cooperatore a Bolzano Vic. l’anno dopo, 1897, vi rimase fino al 1905 quando, nominato parroco di San Pietro in Gu, vi fece il suo ingresso solenne il 5 maggio e ne fece il suo “Paese di adozione” fino alla morte avvenuta 56 anni dopo.

L’11 agosto 1907 iniziò la costruzione della nuova chiesa inaugurata e consacrata il 17 ottobre 1925.

Successivamente portò a compimento il restauro della canonica nel 1935, e nel 1937 il 15 agosto si inaugurava la monumentale facciata della chiesa.

Nel 1950 si inaugurò il patronato Don Bosco con la sala del cinema e gli impianti sportivi completato poi nel 1955.

Con Mons. Castegnaro ebbe incremento anche la Scuola Materna. L’edificio avuto in donazione nel 1906, venne migliorato in varie riprese fino alla costruzione di un nuovo fabbricato nel 1940.

Dedicò la sua vita alla propagazione della “Parola di Dio” e all’insegnamento della Dottrina Cristiana. Proprio per questo motivo si era mosso molto presto al compimento di un’opera che lo renderà veramente grande nella Chiesa: “Il catechismo degli Adulti”, un’opera monumentale in quattro volumi. La prima edizione fu del 1921 e ne seguirono altre fino alla undicesima.

Oltre al Catechismo scrisse “I vangeli festivi” giunto ad oltre dieci edizioni. Pubblicò testi e Monografie in varie circostanze di festività del paese e oltre al suo “S. Pietro in Gu - Memorie storiche”, collaborò con articoli a varie riviste e quotidiani, firmandosi per lo più con pseudomini. Mons. Bortolo Castegnaro si spense serenamente il 22 febbraio 1961.

 

Ai miei Parrocchiani

Siamo giunti, per grazia di Dio, dopo lunghe forzate interruzioni, a scrivere decisamente sul maestoso frontone della nostra Chiesa parrocchiale la magica parola: Finis.
Per verità fa stupore - specie oggi in cui si è abitua ti a vedere case, casette, villini e villette sorgere settimana per settimana come i funghi a popolare i dintorni delle città e delle borgate, coni la loro eleganza sbarazzina e artificiale - vedere, dico, che nessun altro edificio sacro ha richiesto una somma di tempo che rischia di toccare il mezzo secolo, per essere portato al suo compimento.
Ma chi ha vissuto in pieno questa prima metà del secolo ventesimo, irto di avvenimenti eccezionalmente tragici, con guerre sterminatrici, lotte civili, sovvertimenti di popoli e tutte le altre conseguenze disastrose che tutti sanno, può rendersi cauto della difficoltà di recare in porto una impresa essenzialmente religiosa, che avrebbe richiesto quanto mai la fusione delle anime, l'unione dei cuori e di tutte le energie di un popolo ln un ambiente di pace tranquilla e feconda.
Eppure il filo dorato della Provvidenza divina - nella quale poggiarono sempre la massima fiducia e clero e popolo di questa Parrocchia – non venne mai meno nella sua funzione sostentatrice: ci furono anzi momenti di crisi si rivelò sensibilmente con interventi oltremodo fruttuosi e inaspettati.
Iniziata la costruzione nell’autunno del 1907 colla benedizione e posa della prima pietra, si lavorò all'innalzamento dei colossali fino al novembre del 1909, quando fu giocoforza sospendere ogni attività, specialmente per lo scoppio della prima guerra mondiale 1914-18.
Ripresi i lavori nel 1923, la chiesa in due anni fu portata a compimento, tranne la facciata monumentale, che fu costruita, per necessità economiche, più tardi, nel 1937.
Nel 1925 il nuovo tempio fu consacrato da S. Ecc. il Vescovo diocesano Mons. Ferdinando Rodolfi di v. m. il giorno, che resterà per tutti memorabile, 17 ottobre.
Infine il p.p. 1959 vide il coronamento ultimo di tutta l’Opera con la decorazione interna di raro pregio artistico, che tutti vedete, lavoro geniale dell’illustre pittore Prof. Giuseppe Modolo di Vicenza.
Premesso questi cenni cronistici – forse non inutili per tutti – ora che quello che fu qui il sogno di tante generazioni si è felicemente realizzato, penso, a conclusione di tutto, di raccogliere una 

domanda che sale spontanea sulle labbra: 

Con quale atteggiamento spirituale dovrete guardare a questo monumento infine nella vostra Fede, che avrà indubbiamente la sua risonanza benefica nelle generazioni future?
La risposta è facile.
Due sentimenti devono sorgere gemelli dall’intimità delle vostre anime: primo, un senso profondo di riconoscenza a Dio Ottimo Massimo, che si è degnato accompagnarci colla sua Provvidenza in tutte le fasi, anche le più critiche, della nostra impresa; secondo, tradurre questa riconoscenza in una corrispondenza pratica e fattiva ai doni del Cielo.
Il primo debito lo abbiamo assolto ufficialmente a suo tempo, quando il nuovo tempio fu inaugurato e consacrato con solennità straordinarie che lasciarono in tutti un ricordo imperituro.
Il secondo ci obbliga a corrispondere fattivamente ai doni del Cielo.
Voi intravvedete già dove intendo portarvi.
Il dono più insigne che Dio abbia fatto a noi cristiani è indubbiamente la Fede
Il vostro
Arciprete Mons. B. Castegnaro