domenica, 17 dicembre 2017

Consiglio Pastorale Affari Economici

Statuto del Consiglio Parrocchiale

per gli Affari Economici

Costituzione e compiti 

1. Il Consiglio Parrocchiale per gli affari economici (CPAE), costituito in attuazione del can. 537 del Codice di diritto canonico (CIC) e del 25° Sinodo Diocesano (cfr Documento conclusivo, norma 25, nn.98 e 101), è l’organo di collaborazione dei fedeli con il Parroco nella gestione amministrativa della parrocchia. Esso quindi rappresenta un’espressione concreta della corresponsabilità ecclesiale e della ministerialità esercitata dai laici, mediante un convinto spirito di servizio e con la capacità di usare evangelicamente i beni della terra (cfr “Laici e ministeri ecclesiali”, n.23). 

2. Il CPAE svolge il proprio compito amministrando i beni della parrocchia secondo i criteri fissati dal Consiglio pastorale parrocchiale (CPP, cfr Sinodo, 98). 

3. È compito del CPAE condividere con il parroco e con il CPP l’impegno per soddisfare alle esigenze economiche della parrocchia e in particolare: l’equo sostentamento del clero, il giusto compenso delle persone che prestano servizi a vantaggio della comunità e gli impegni fiscali, previdenziali e assistenziali. 

4. Spetta al CPAE predisporre e sottoscrivere il bilancio preventivo e consuntivo della parrocchia, che deve essere approvato dal CPP e reso noto alla comunità intera (Sinodo, 98, norma 26). 

5. Il CPAE condivide con il parroco l’attuazione delle scelte e delle indicazioni maturate nel CPP circa le iniziative economiche e le strutture della parrocchia, assumendosi anche oneri di tipo esecutivo (Sinodo, 98, norma 24). 

6. Il CPAE cura l’aggiornamento annuale dello stato patrimoniale della parrocchia, il deposito dei relativi atti e documenti presso la Curia diocesana (can.1284, §2, n.9) e l’ordinata archiviazione delle copie negli uffici parrocchiali; garantisce la conservazione dei beni inventariati della parrocchia, soprattutto in occasione del cambio del parroco (Sinodo, norma 30). 

7. Il CPAE esprime il parere sugli atti di straordinaria amministrazione (cfr Decreto vescovile 16.11.2000, e Regolamento 18.11.2000), come: acquisti e alienazioni di beni immobili, assunzione di mutui, realizzazione di opere nuove e di ammodernamento, contratti, avendo cura di ottenere le relative autorizzazioni previste dalle norme canoniche e civili. Le richieste di autorizzazione presentate dalla parrocchia all’Ordinario diocesano, vanno sempre sottoscritte anche dai membri del CPAE. 

8. Il CPAE ha funzione consultiva non deliberativa. In esso tuttavia si esprime la corresponsabilità dei fedeli nella gestione amministrativa della parrocchia. Il parroco quindi ne ricercherà e ne ascolterà attentamente il parere, non se ne discosterà se non per gravi motivi, e ne userà ordinariamente come valido strumento per l’amministrazione della parrocchia. Infatti la presidenza che spetta al parroco nel CPAE “va esercitata anzitutto nel discernimento pastorale delle scelte da compiere, e non tanto nelle competenze amministrative, che sono normalmente più proprie dei laici.” (“Laici e ministeri ecclesiali”, cit.). 2 

Resta ferma, in ogni caso, la legale rappresentanza della parrocchia che in tutti i negozi giuridici spetta al parroco, il quale è amministratore di tutti i beni parrocchiali a norma del can. 532. Il parroco (o il co-parroco moderatore, per le u.p.) può però delegare a un altro presbìtero o a un laico la gestione generale o di singole realizzazioni, anche con una procura per gli atti civili, che potrà essere generale per i presbiteri, mentre per altre persone potrà riguardare singole attività (Cfr “Unità pastorali in cammino”, p.46, n.9.2). 

Composizione 

9. Il CPAE è composto dal parroco (oppure, nelle u.p. affidate a più parroci in solidum, dal co-parroco moderatore o da un altro co-parroco da lui delegato), che di diritto ne è il presidente (Sinodo,n. 98), da un vicario parrocchiale e da un numero adeguato di laici (da 4 a 6), proposti per metà dal parroco e per metà dal CPP, e nominati dal Vescovo. 

Due membri del CPAE fanno parte di diritto del CPP, ma tutti i membri del CPAE sono invitati alle riunioni del CPP, che hanno all’ordine del giorno argomenti di carattere economico. 

10. Al parroco o al co-parroco Presidente spetta in particolare: 

- convocare il consiglio, 

- fissare l’ordine del giorno della riunione, 

- moderare le riunioni. 

11. I consiglieri devono essere eminenti per integrità morale, attivamente inseriti nella vita parrocchiale, capaci di valutare le scelte economiche con spirito ecclesiale e possibilmente esperti in diritto e in economia. 

Non possono essere nominati consiglieri i congiunti del parroco fino al quarto grado di consanguineità o di affinità e quanti hanno in essere rapporti economici con la parrocchia. Qualora si instaurassero rapporti economici tra un membro del CPAE e la parrocchia, il consigliere interessato deve presentare le proprie dimissioni dall’organismo. 

12. I membri del CPAE durano in carica cinque anni e il loro mandato può essere rinnovato una sola volta. La proposta all’Ordinario per un terzo mandato deve essere accompagnata da serie motivazioni scritte e firmate dal Parroco. Per la durata del loro mandato i consiglieri non possono essere rimossi dal loro ufficio se non per gravi e documentati motivi e con intervento diretto del Vescovo. 

13. Nei casi di morte, di dimissioni, di revoca o di permanente invalidità di uno o più membri del CPAE il parroco provvede a presentare al Vescovo altri candidati per la nomina. 

14. Il Segretario del CPAE è nominato dal parroco tra i membri del consiglio stesso. Ha il compito di inviare le convocazioni per le riunioni e di redigere i verbali, che sono obbligatori. 

Funzionamento 

15. Il CPAE si riunisce almeno una volta al trimestre e ogni volta che il parroco lo ritenga opportuno, o che ne sia fatta a lui richiesta da almeno due membri del Consiglio. 

Alle riunioni del CPAE potranno partecipare, ove necessario, su invito del Presidente, anche altre persone in qualità di esperti. 

16. Per la validità delle riunioni è necessaria la presenza della maggioranza dei consiglieri. 

Il verbale di ciascuna riunione, redatto su apposito registro, deve portare la sottoscrizione del parroco e del segretario del CPAE e deve essere approvato nella seduta successiva. 

Ogni consigliere ha la facoltà di far mettere a verbale tutte le osservazioni scritte che ritiene opportuno fare. 

17. L’esercizio finanziario della parrocchia va da 1 gennaio a 31 dicembre di ogni anno. 

Alla fine di ciascun esercizio, e comunque entro il 31 marzo successivo, il rendiconto economico consuntivo, debitamente firmato dai membri del CPAE, sarà sottoposto dal 3 

parroco al CPP per l’approvazione e poi presentato alla Curia diocesana (can.1287, §1; Sinodo, norma 26). 

18. Il CPAE presenta annualmente alla comunità parrocchiale il rendiconto sull’utilizzazione delle offerte ricevute dai fedeli (can. 1287, §2), indicando anche le opportune iniziative per l’incremento delle risorse necessarie per la realizzazione delle attività pastorali e per il sostentamento del clero della parrocchia. 

19. Ogni anno il CPAE, rispettando le legittime autonomie, raccoglie, verifica e sottoscrive i rendiconti economici di tutte le attività parrocchiali che hanno una gestione separata, e le presenta al CPP per l’approvazione (Sinodo, norma 26). 

20. Nelle parrocchie aggregate in unità pastorale, ciascun CPAE conserva le proprie competenze, ma con l’impegno di far crescere nelle comunità una progressiva condivisione anche dei beni materiali. A tale scopo, almeno una volta all’anno, due rappresentanti per ciascun CPAE si incontreranno insieme con i membri dell’organismo unitario di partecipazione dell’u.p., allo scopo di definire il contributo (economico, di strutture ecc.) che ciascuna parrocchia dovrà dare all’attività comune, secondo le possibilità proprie; e di individuare le modalità (prestiti ecc.) nelle quali potrà avvenire una condivisione e uno scambio di sostegno, anche economico, fra parrocchie, soprattutto quando qualcuna di esse si trovasse in difficoltà (Cfr Regolamento del CPP, nn.20-22). 

21. Tutti i CPAE della diocesi hanno la stessa data di inizio e di scadenza, fissata dall’Ordinario. I Consigli e i consiglieri nominati dopo la data di inizio, concludono comunque il loro mandato alla scadenza comune. 

22. Per quanto non è contemplato nel presente statuto si applicheranno le norme del diritto canonico. 

Il Consiglio Parrocchiale Affari Economici eletto per il quinquennio 2016-2021 è composto dalle seguenti persone:

 

 don Giuseppe Secondin 
 Paolo Barbieri
 Claudia Zausa
 Mario Poletto
 Roberta Bigarella
 Mirco Tagliaferro